A chi mi legge...

>> mercoledì 27 gennaio 2010

Questo blog resterà fermo per un po'.
Sto passando un periodo un po' strano, con qualche casino e anche se a malincuore per qualche tempo dovrò rinunciare a postare su queste pagine virtuali. Sistemate le cose, tornerò con nuove ricette, voi non scappate, pazientate per un pò... :)

Swap, il ritorno!

>> sabato 19 dicembre 2009

Ed ecco i dovuti ringraziamenti (e le scuse per il mostruoso ritardo nel postarli) anche alla mia seconda compagna di swap, Monica. In realtà il suo pacco mi è arrivato praticamente appena finito di scrivere il post dello swap da parte di Milena, ma complice la tesi, la mia partenza per Venezia e le incombenze quotidiane, ho vergognosamente lasciato correre il tempo. Bando alle ciance, il pacco della blogger toscana era carico carico di:
- un vasetto di cannella, parzialmente impiegata in biscotti e affini (e che ogni tanto mi sniffo, beandomi del suo profumo...)
-un vaso di preparato per i suoi cantucci che però devo ancora sperimentare causa tempo tiranno (grazie per la ricetta intanto!)
-cuoricini speziati che hanno riscosso un successo stratosferico con i miei...io ho fatto in tempo ad assaggiarne solo due, gli altri se li è bellamente pappati mio papà.
-un simpatico addobbo per l'albero a forma di pupazzo di neve, che invece è andato a decorare un'anta della mia cucina (che tra l'altro è rossa e bianca, più intonato di così...)
-una miscellanea di caramelle e cioccolatini ricoperti di glassa di zucchero (o almeno io ho ipotizzato che fossero cioccolatini...Monica, delucidazioni?)
Quindi che dire? Grazie davvero Monica!! E grazie a Muccasbronza per questa simpatica iniziativa!
Ora scappo a togliere dal forno la torta per il pranzo di domani e a fare gli ultimi regali; stanotte invece la passerò in compagnia della mia amata tesi....

Swap!!

>> giovedì 10 dicembre 2009

Ultimamente sono parecchio latitante, passo le giornate attaccata al computer non per postare nuove ricette, bensì per finire la mia tesi di laurea in tempi decenti in modo da godermi un bricolo di feste, visto che questo è il primo Natale, dopo cinque anni, che passo senza l'ansia dell'approssimarsi degli esami. Oggi niente ricetta, ma un ringraziamento a Milena, una delle mie due compagne di swap (Monica non ti preoccupare, ringrazierò abbondantemente anche te con un post quando arriverà il pacco!) per la bellissima scatola delle meraviglie arrivatami una settimana fa (mi vergogno un pò a postare con tutto questo ritardo, purtroppo ho dovuto dare la precedenza alla tesi, la prossima settimana presento la domanda di laurea e qualcosa dovrò pur portare alla mia relatrice!). Quando il postino me l'ha recapitata, ho cominciato a scartare la carta come fossi tornata la bambina che aspettava impazientemente che Babbo Natale venisse a portarle i regali.
Dopo aver aperto la bellissima scatola a tema natalizio, non finivo più di scoprire i regali, tutti confezionati in graziosi sacchettini corredati da apposito bigliettino. Dentro c'erano: salatini piccanti pomodoro, origano e peperoncino, i primi a finire come snack pre-cena; salatini parmigiano e olive spazzolati il giorno dopo come pre-pranzo (non si vede che mi piace pasticciare fuori pasto vero?), biscottini di vetro che sono rimasta incantata a guardare tanto erano belli e colorati.. mi dispiaceva quasi mangiarli! Biscottini ai pistacchi (questi non li conoscevo, ma ho subito rimediato correndo a comprare i pistacchi e facendone farina da utilizzare per una produzione biscottifera natalizia), una mini-nutella da appendere all'albero (finita a cucchiaiate sul pane in cinque minuti... vado matta per la nutella!), dei biscottini con i canditi (ottimi con il caffè, i miei hanno dovuto lottare per accaparrarsene uno), dei piccoli stampini per biscotti che serviranno allo scopo di cui detto sopra, un guanto da forno natalizio che ora fa bella mostra sulle piastrelle della mia cucina e dulcis in fundo, un piccolo lavoro di ricamo con la mia iniziale... Milena mi hai viziato in modo incredibile, a confronto il mio pacco era una miseria! Grazie!

Biscottiamo?

>> martedì 1 dicembre 2009

Chiedo scusa a Michaela per essermi appropriata del titolo di uno dei suoi post, ma ci stava troppo bene. Dopo i muffin, complice anche il fatto che manca davvero poco a Natale, vai di biscotti. Rovistando nella credenza dove lascio accumulare utensili di cucina che poi mi dimentico sistematicamente di avere, ho ripescato una sac a poche (si scrive così?) della forma di cilindro (non so se è chiaro, la prossima volta metto una foto) e una a forma di sacchetto classico in plastica, comprate anni fa e poi dimenticate. L'ho sempre associate a torte guarnite di panna, poi mi sono messa a pensare: se facessi un impasto per biscotti tale da poter essere utilizzato anche per una sac a poche? Ho dato una sbirciata su alcuni blog e questo ha attirato la mia attenzione. Al primo tentativo ho letteralmente distrutto quella a sacchetto: l'impasto era troppo e troppo duro. Poi ho ritentato con un nuovo impasto, utilizzando la cilindrica, sperando che non facesse la stessa fine della sorella.
Questi biscotti sono di una facilità estrema, hanno passato il test parenti (il complimento più bello è stato "sembrano di pasticceria!") e quindi finiranno dritti dritti nei sacchetti regalo di quest'anno. Questi sono aromatizzati all'anice, ma potete sbizzarrirvi con ciò che più vi piace: cioccolato, cocco, buccia d'arancia e di limone. L'unica avvertenza è di non mettere pezzetti di frutta secca, ma di ridurli o in farina o in granella, altrimenti la pasta non riuscirà a passare bene dalle bocchette della sac a poche, rovinandovi l'effetto finale.

Biscottini all'anice

dose per circa 30-35 biscotti

1 uovo
70g di burro
60g di zucchero
10 cucchiai di farina OO
anice o altre spezie a piacere
1 pizzico di lievito

In una ciotola amalgamare l'uovo con lo zucchero, l'anice o le spezie preferite, aggiungere la farina setacciata, il lievito e da ultimo il burro fuso tiepido. Mescolare rapidamente fino ad ottenere un impasto piuttosto sostenuto ma non duro. Riempire la sac a poche e comporre i biscotti su una teglia rivestita di carta da forno. * Cuocere in forno ventilato a 180 gradi per 10 minuti, o fino a doratura. Prepararli il giorno prima aiuterà a far assestare meglio i sapori tra loro. Conservare in sacchetti di plastica (non so dirvi quanto si conservino...da me non sono arrivati al terzo giorno!)

*Nota: L'unico inconveniente di questi biscotti è che se non lavorato velocemente, l'impasto rischia di diventare duro in poco tempo. Indicativamente, avete un quarto d'ora, altrimenti vi ridurrete come la sottoscritta a sbuffare su uno stantuffo che non ne vuole sapere di spremere i biscotti. Detto così sembra difficile, una volta che avrete preso la mano, sarà una passeggiata.

Tentazione di muffin

>> giovedì 26 novembre 2009

A voler fare le cose di fretta, si combinano pasticci. Questa volta le foto non mi convincono molto, ma lascio a voi giudicare. Ora che sono sotto tesi, complice anche il fatto che stiamo andando sempre di più verso temperature fredde, ogni volta che spengo il computer mi assale una gran voglia di dolce. E da golosa quale sono "posso resistere a tutto, fuorché alle tentazioni" come diceva Oscar Wilde. Agli inizi della mia avventura dolciaria, non facevo altro che sfornare muffin, senza seguire un procedimento particolare. E, meraviglia delle meraviglie, in barba al tanto decantato metodo della separazione degli ingredienti liquidi da quelli secchi, avevo dei bei muffin panciuti e alti. Da un pò di tempo a questa parte invece, notavo che i miei muffin durante la cottura se ne andavano per i cavoli loro: pendenti come la torre di pisa a destra o a sinistra, piatti come tavole da surf. Mistero.
Ora, ho visto che tanti bloggers si servono della separazione degli ingredienti liquidi da quelli secchi per realizzare muffin e dalle foto, questo metodo sembra funzionare alla grande. Ho voluto provare, pur essendo scettica sul fatto di rovesciare in un sol colpo le polveri sul composto liquido e di mescolare appena il tutto. San Tommaso ha dovuto ricredersi: finalmente la gobbetta è tornata e le crepe sono al posto giusto. Solo un paio hanno deciso democraticamente di fare a modo loro, secondo voi è questione di quantità d'impasto all'interno del pirottino? Ma per essere il primo tentativo, mi ritengo soddisfatta.

1 uovo
150g di farina OO
1 vasetto di yogurt bianco da 125g
70g di zucchero
40g di burro
5 shokobon (o cioccolatini a piacere) triturati
mezza bustina di lievito per dolci
una spolverata di cannella

In una ciotola, setacciare e mescolare fra loro la farina e il lievito, aggiungendo poi lo zucchero e un pizzico di cannella. In una seconda ciotola amalgamare l'uovo, lo yogurt e il burro fuso freddo. Rovesciare la ciotola delle polveri in quella dei liquidi e amalgamare con una spatola, aggiungendo i cioccolatini triturati. Riempire i pirottini o delle formine per muffin e infornare a 180 gradi per 20 minuti o fino a doratura della superficie.

Plumcake, il ritorno

>> domenica 22 novembre 2009

Durante la settimana non ho molte occasioni per mettermi ai fornelli, vuoi per il fatto che in famiglia chi più e chi meno siamo tutti a dieta, vuoi perché nei giorni normali i pranzi e le cene sono quasi prestabilite (carne-pesce-pasta-formaggi-pizza), ma il sabato qualche pretesto per mettermi ai fornelli viene fuori e la domenica, passata a rotazione a casa dei parenti, scateno il lato goloso che è in me.
Questa settimana vi lascio la ricetta per un plumcake ciccioso a base d'arancia e cioccolato fondente. Intanto, vado a inventare qualche nuova ricetta per il Natale che si avvicina..

Plumcake arancia e cioccolato fondente

4 uova
110g di zucchero
60g di cioccolato fondente al 70%
100g di burro
il succo e la scorsa di un'arancia non trattata
300g di farina OO
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
Granella di zucchero e fettine di mandorle a piacere

Separate i tuorli dagli albumi. In una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio. Aggiungete il burro fuso freddo, il succo e la scorza d'arancia, il cioccolato ridotto in scaglie. Montate a neve ferma gli albumi e aggiungerli alla preparazione, alternandoli a cucchiaiate di farina setacciata insieme alla vanillina e al lievito, con movimenti dal basso verso l'alto per non smontare il composto. Decorate la superficie con granella di zucchero e mandorle a fettine a piacere. Versate il composto in uno stampo da plumckake e cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per 1h 15. (fate sempre la prova stecchino)

Nota per la cottura: per evitare di bruciare la superficie, io ho coperto lo stampo con l'alluminio infornando per 40 minuti. Completata la fase più delicata della lievitazione, l'ho tolto e ho lasciato dorare per 15 minuti, poi ho coperto di nuovo e ho completato la cottura.

Honest scrap: 10 cose su di me

>> sabato 21 novembre 2009

Avevo visto questo giochino comparire su tanti blog che seguo e parteciparvi mi incuriosiva assai. Dopo essermi presa una pausa dalla scrittura della tesi, mi sono messa a leggere i blog e Sara di Meringhe alla panna è stata tanto cara da pensarmi e spedirmi l'invito.
Da dove comincio?
1. Ho sempre avuto il pallino per la cucina. La mia avventura è iniziata in seconda media, quando figlia unica di due genitori lavoratori, mi sono dovuta attrezzare per far apparire sulla tavola un pranzo e una cena decenti a due affamati genitori di ritorno dal lavoro. Ancora ricordo la mia prima pasta: delle mezzemaniche che dire dure era un eufemismo. Praticamente come appena tolte dalla scatola. E l'espressione coraggiosa di mia madre, che nonostante quel disastro, aveva avuto poi la forza di lodarmi.
2.Sono una persona testarda che, se una cosa non le viene al primo tentativo, piuttosto che chiedere aiuto agli altri, si rinchiude e prova finché il risultato non è esattamente quello che ha in mente. Ho mangiato un sacco di roba da sola perché il risultato estetico non mi soddisfaceva e mi vergognavo a presentarlo a un pranzo o una cena.
3. Adoro i gatti e i cani, ma i cocker spaniel hanno un posto speciale, un pò perché i miei amici mi ripetono spesso che sono la loro copia umana (ho i capelli ricci come loro orecchie e caratterialmente, sono una coccolona con chi mi conosce bene), un pò perché mi ricordano dei peluche. Quando avrò una casa mia, ne vorrei uno piccolino e nero (ma non lo chiamerò Calimero!)
4. Sono golosa di dolci. Da piccola facevo a gara con i miei cugini a chi si finiva più pacchetti di merendine (allora non sapevo cosa fossero le calorie...), oggi devo tenermi, altrimenti so che si trasformerebbero immediatamente in ciccia. Ma da quale torello che sono, non rinuncio a un dolce, magari piccolo, se in compagnia di altre persone. Trovo che predisponga al buonumore. I miei amici sanno bene che, se invitata, non mi presento mai senza qualcosa di fatto in casa che non contenga uova, burro e zucchero.
5. Come avrete visto dal profilo, mi sto laureando in giapponese. Dopo Venezia, Tokyo è stata eletta mia seconda patria. Nonostante io non parli ancora bene la lingua e il Giappone sia un paese difficile sotto tanti punti di vista, nel corso dei miei due soggiorni studio ho trovato un'accoglienza meravigliosa da gran parte delle persone che ho conosciuto. Non ho ancora deciso bene cosa vorrò fare del mio futuro, ma so che tornerò non appena mi sarà possibile.
6. Non sopporto i luoghi troppo rumorosi e pieni di gente: a una discoteca affollata preferisco un buon locale dove bere un bicchiere di vino e fare due chiacchiere con chi è con me.
7. Ho il vizio di fare da mamma alle mie amiche, che siano più piccole o più gradi di me. Se qualcuna ha un problema o vuole semplicemente una rassicurazione, o sforno un dolce o mi metto a coccolarla. Mio padre dice che ho sbagliato mestiere, che avrei dovuto fare l'assistente sociale o andare a Stranamore.
8. Sono una persona abbastanza timida con i ragazzi, soprattutto quando li conosco per la prima volta. Con i morosi delle mie amiche ho ovviato alla cosa buttandomi sulla cucina: nove volte su dieci mi dicono che ho scritto in faccia "sposami" e invidiano la persona che mi sposerà davvero.
9. Sono talmente puntuale da arrivare talvolta con dei quarti d'ora pieni d'anticipo... e finisco con il mettere in imbarazzo chi arriva dopo di me, nonostante la sua puntualità. In Giappone ancora peggio, lì anche arrivare in anticipo è un segno di scortesia, le prime volte ho fatto un sacco di figure barbine!
10. Manco totalmente di senso dell'orientamento, quando ero alle superiori ero capace di perdermi anche nella periferia della mia città natale! Quando devo visitare una nuova città è un dramma, anche perché odio le piantine, hanno il potere di mandarmi ancora più in confusione. L'unica città che fa eccezione è Venezia, sarà che se sbagli strada finisci in canale, ma anche facendo strade nuove per la prima volta, in cinque anni non mi è mai capitato di perdermi.
Passare il meme alle persone dei blog che seguo per la seconda/terza volta sarebbe una scortesia, facciamo che mi guardo in giro e se trovo ancora qualcuno che manca all'appello, provvedo! Intanto, grazie ancora Sara!